Scopri la storia dei quattro fratelli Calvi

Immagine dei quattro fratelli Calvi
Di Ago76 - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2763813

Piazza Brembana rende omaggio ai suoi cittadini più illustri: Attilio, Giannino, Sante e Natale Calvi, quattro fratelli che hanno segnato la storia d’Italia con il loro coraggio e il loro profondo senso di dovere, dando la vita per la patria.

Il percorso museale diffuso dedicato ai Fratelli Calvi nasce per far rivivere la loro memoria attraverso i luoghi del paese che ne custodiscono il ricordo. Un itinerario accessibile a tutti, che unisce la storia della Grande Guerra al patrimonio umano e culturale della comunità brembana.

Partendo dal centro del paese, percorrendo il centro storico, troverete numerose stele che illustrano la vita dei quattro fratelli e della loro famiglia. 

Natale Calvi - L’eroe che sfidò l’Adamello

Piazza Brembana – 26 febbraio 1887 – Adamello – 16 settembre 1920

Nato a Piazza Brembana nel 1887, Natale Calvi fu uno dei più valorosi ufficiali degli Alpini durante la Grande Guerra. Capitano del 5° Reggimento, guidò con coraggio i suoi uomini tra le nevi dell’Adamello, distinguendosi per audacia e spirito di sacrificio.

Decorato con due medaglie d’argento, una di bronzo, la Croce al merito di guerra e la medaglia d’oro del Battaglione Monte Suello, combatté sul Tonale, all’Ortigara e al Corno di Cavento, incarnando l’ideale dell’eroe di montagna.
Ferito e mutilato, tornò a casa come ultimo superstite dei fratelli Calvi. Ma il richiamo delle vette fu più forte: il 16 settembre 1920, tentò in solitaria la scalata dell’Adamello per onorare il fratello Attilio che là era morto. Una valanga lo travolse: morì sul monte dove erano morti tanti suoi alpini.

Capitano Attilio Calvi - L’eroe dell’Adamello

Piazza Brembana 4 novembre 1889 – Adamello 1° maggio 1916

Nato a Piazza Brembana nel 1889, Attilio Calvi fu uno degli eroi simbolo del corpo degli Alpini. Dopo gli studi in legge lasciò la carriera civile per servire la patria. Partecipò con coraggio alla guerra di Libia e poi alla Grande Guerra, distinguendosi per il suo ardimento sul Tonale e sull’Adamello, dove trovò la morte il 1° maggio 1916. Decorato con cinque medaglie al valor militare, una Croce di guerra e la Croce francese con palme, è ricordato come una figura di grande valore, esempio di dedizione e spirito di sacrificio.

Tenente Sante Calvi - L’eroe ribelle dell’Ortigara

Piazza Brembana 3 maggio 1895 – Monte Ortigara 10 giugno 1917

Nato a Piazza Brembana nel 1895, Sante Calvi fu un ufficiale degli Alpini durante la Grande Guerra. Spirito libero e coraggioso, si distinse fin dai primi combattimenti per ardimento e senso del dovere. Ferito più volte, tornò sempre al fronte per onorare il fratello Attilio caduto sull’Adamello.

Il 10 giugno 1917, durante la terribile battaglia dell’Ortigara, guidò i suoi uomini all’assalto del Passo dell’Agnella e cadde colpito al cuore dopo aver incitato gli Alpini alla vittoria. Decorato con medaglia d’argento al valor militare, Croce di guerra e una targa d’oro a lui dedicata dai commilitoni, Santino Calvi rimane simbolo dell’eroe bergamasco, ribelle e indomito, che scelse di morire in prima linea gridando: “Chèsta l’è chèlagiösta” – questa è quella giusta, riferendosi alla battaglia.

Sottotenente Giannino Calvi - Il più giovane eroe dei Calvi

Piazza Brembana 6 maggio 1899 – Padova 10 gennaio 1919

Nato a Piazza Brembana nel 1899, Giannino Calvi fu il più giovane dei quattro fratelli eroi degli Alpini. Di indole pacata e spirituale, sognava di diventare sacerdote, ma dopo la morte di Attilio e Santino decise di arruolarsi per onorare la famiglia e la patria.

Rifiutò ogni privilegio e volle combattere in prima linea sul Grappa, agli ordini del fratello Natale. Sopravvissuto ai combattimenti, fu stroncato dalla febbre spagnola a Padova il 10 gennaio 1919, mentre faceva ritorno a casa.

Decorato con la Croce di guerra, Giannino lasciò parole di commovente devozione in una lettera alla madre Clelia Pizzigoni, simbolo del sacrificio delle madri italiane durante la Grande Guerra.

 

Clelia Orsola Pizzigoni - detta “Mamma Calvi”, madre dei F.lli Calvi

Nacque ad Antegnate il 28 luglio 1868.

Sposò il 26 novembre 1885 il cav. Gerolamo Calvi di Piazza Brembana. Si diplomò in pianoforte al Conservatorio di Parma. Fu insegnante di musica, dal 1922 per tre anni, presso il Collegio degli Angeli di Verona e nel 1932 presso le Scuole Pareggiate di Avviamento del Collegio “San Carlo” di Valnegra.

Morì il 3 marzo 1953 a Piazza Brembana e fu sepolta nella cappella di famiglia del locale cimitero.

Gerolamo cav. Calvi - padre dei F.lli Calvi

Nacque a Piazza Brembana l’8 settembre 1859, sposò, nel 1885, Clelia Orsola Pizzigoni, con cui ebbe otto figli.

Nel 1890 fondò la Società Trasporti Valle Brembana per la gestione del trasporto passeggeri con carrozze trainate da cavalli.

Fu tra i promotori del comitato per la promozione e lo sviluppo turistico dell’Alta Valle, che dal 1901 al 1907 pubblicò la rivista L’Alta Valle Brembana e fu presidente della Pro Loco Alta Valle Brembana dal 1907. Promosse, anche all’estero, la valorizzazione delle risorse minerarie della Valle Brembana.

Sindaco di Piazza Brembana dal 1893 al 1917, fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia nel 1909. Morì a Piazza Brembana il 15 dicembre 1919, dove venne sepolto nella cappella di famiglia.

Lettera di Cesare Battisti

“Egregi signori Calvi,

Partecipo al loro dolore, come il loro lutto fosse di casa mia, come se mi fosse morto un fratello.
L’amavamo tutti il povero Attilio! Chi ebbe la sorte di vivere con lui, d’apprezzare la bontà, il coraggio, il patriottismo, non lo potrà mai dimenticare. Il nome suo avrà onore imperituro.
Con tutta l’anima, in quest’ora di grande tristezza, io stringo loro le mani.

Devotissimo
Cesare Battisti

Cesare Battisti, eroe nazionale, nacque a Trento il 4 febbraio 1875. Cittadino austriaco di nascita e deputato al Parlamento di Vienna, aderì all’Irredentismo italiano. Allo scoppio della Grande Guerra combatté per la parte italiana anche sotto il comando del capitano Natale Calvi e con l’amico  tenente Attilio Calvi. Catturato dagli Austriaci, fu processato e impiccato il 12 luglio 1916 nel castello del Buon Consiglio a Trento per alto tradimento.

Famiglia Calvi

Nella foto troviamo l’intera famiglia di Gerolamo e Orsola Calvi. Da sinistra in alto Natale, Elisa, il padre Gerolamo, il piccolo Giovanni Battista, detto Giannino, Rosa Margherita, la madre Orsola Clelio Pizzigoni, con in grembo il piccolo Riccardo e da ultimo in piedi Attilio. Davanti, seduti sul tappeto Olga e Santino.

Nel 1933, quale tributo nazionale per il sacrificio dei quattro fratelli, fu inaugurato a Bergamo in Piazza Matteotti il monumento progettato dall’architetto Giuseppe Pizzigoni, ornato con cinque formelle scolpite, a rappresentare i quattro Fratelli e la Vittoria ed un bassorilievo con putti, fregi e le medaglie, opera questa del grande scultore Giacomo Manzù.

Fotografia autografa di Vittorio Emanuele III

Indirizzata

“Alla Signora Clelia Pizzigoni vedova Calvi”

Vittorio Emanuele III di Savoia nacque a Napoli l’11 novembre 1869.

Divenne re d’Italia il 29 luglio 1900 dopo l’assassinio del padre Umberto I a Monza per mano dell’anarchico Gaetano Bresci.

Sotto al suo lungo regno, durato quarantasei anni, nacque e tramontò il fascismo, furono combattute le due guerre mondiali e le guerre coloniali di Libia, Etiopia, Dodecaneso, Albania.

Abdicò il 9 maggio 1946 e gli succedette il figlio Umberto II.

Morì ad Alessandria d’Egitto il 28 dicembre 1947.

Progetto realizzato con la compartecipazione finanziaria
della Comunità Montana Valle Brembana

Un sentito ringraziamento per la collaborazione va al prof. Giacomo Calvi e alla biblioteca di Piazza Brembana.